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Facebook vs. StudiVZ

Non so se il blog da cui ho tratto quest’informazione vuole rimanere ancora nell’anonimato o meno. In ogni caso, riporto sul mio la notizia secondo la quale Facebook accusa StudiVZ insieme ad altri social networks di aver copiato in maniera spudorata il servizio che offre. Nell’occhiello dell’articolo di Hardware Upgrade si legge:
“I legali del popolare sito di social networking Facebook all’attacco contro alcuni cloni nati un po’ ovunque. Ora nel mirino il sito tedesco StudiVZ da 10 milioni di utenti.”

Non so se vi sono stati altri tentativi di sistemazione più pacifici. Penso ad esempio ad un acquisto o unione tra le due reti o la creazione di ponti tra account situati nei vari servizi-copia di Facebook.
Ma in fondo all’utente cosa cambia? Beh, da un lato sapevi che su StudiVZ tutto è in tedesco e che tutti gli altri membri possono comprenderti nella tua lingua madre. StudiVZ ha creato anche dei paralleli in altre lingue anche se non hanno lo stesso successo come nella madrepatria.

Di svantaggioso è la ristrettezza del bacino d’utenza del network, visto che predilige solo tedescofoni allemannoglotti.
StudiVZ, come si deduce dal nome, richiedeva inizialmente che i membri fossero studenti. È ovvio però che nessuno resta studente a vita e cosa se ne fa di un account su StudiVZ quando ha finito di studiare? Finge? Forse. Sta di fatto che il network ha dato luogo anche a MeinVZ ampliando così il potenziale pubblico.

Adesso vedremo se a questione risolta gli utenti ne trarranno vantaggi e nel caso quali. Io tanto ho un account per social network e molti degli amici che ho da una parte sono anche nell’altra. Magari potrò togliere un link dalla mia barra dei preferiti.

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http://danielcolm.blogspot.com/2008/08/facebook-vs-studivz.html

Geprüfter Radfahrer

Sistemando il mio tavolo, visto che un mio fratello a caso (l’unico) prima di andarsene per il camposcuola ha svuotato un cassetto disperdendone il contenuto sul desco, ho trovato uno dei miei vanti d’infanzia. Una di quelle cose che tirerò fuori da un vano impolverato davanti agli occhi spalancati dei miei futuri nipotini una volta che sarò nonno: una bandierina di plastica che certifica il mio essere ciclista con tanto di patentino (che dovrei avere in un altro cassetto abbastanza infognato di roba) fatto in terza elementare in Germania.


Visto che oggi in Italia si discute del patentino per poter tenere un cane, mi sembra che questo mio cimelio sia almeno di un pochino di sconcertante attualità. Io ho fatto il mio esamino sotto gli occhi vigili di vigili (appunto) della polizia bavarese.
Stavo pensando di fare pure un banner per i blog con il simbolo di “geprüfter Radfahrer” (ciclista esaminato/testato), ma credo che la mia missione nel mondo sia un’altra per il momento.

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http://danielcolm.blogspot.com/2008/07/geprfter-radfahrer.html

lo spazio è ad un click da noi

Molto belle le immagini messe a disposizione dalla Nasa sul nuovo sito www.nasaimages.org
Le immagini sono suddivise per categoria (universo, sistema solare, terra e astronauti). In più c’è la barra timeline con le immagine nel tempo (dal 1958 ad oggi). Il sito è un po’ lento ma per alcuni scatti ne vale davvero la pena.
Si tratta […]

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http://www.spedale.com/e-life/360-lo-spazio-e-ad-un-click-da-noi/

Trash Hotel

Una ridente località costiera italiana a fine Luglio ’08; mentre i turisti passeggiano per le strade impeccabili tra lo stuolo di faccendieri che con loro sbarca il lunario, un personaggio misterioso risponde al telefono.

“Pronto!”
“pronto carissimo…allora, com’è la situazione laggiù? ce la porto Mariangela a fare qualche bagno?”
“ehh, dottò, accà ci sta ancora da aspettare nu poco…”
“ma come! ho visto al telegiornale che è tutto pulito, lindo, impeccabile!”
“ehhh”
“e il presidente! il presidente ha detto che l’emergenza spazzatura è passata!
“vabbuò, in un certo senso l’emergenza è passata..dicimmo accussì”
“cosa intendi?”
“nel senso che sono ripresi gli affari, s’intende, quell’emergenza è passata”
“gli affari?”
“eh, gli affari…con tutto il rumore che si era fatto intorno alla faccenda non si riusciva più a lavorare, si rischiava di perdere la stagione, dottò!”
“la stagione?”
“la stagione! e invece con le vie del centro vuote e le chiacchiere in mondovisione del presidente stanno tornando i turisti”
“ma non ho capito, cosa c’è che non va ancora? perchè non posso venirci con la bimba?”
“perchè la munnezza non l’hanno mica levata, non avete ancora capito come funzionano queste cose?”
“perdonami..sono un po’ confuso”
“mo’ vi spiego…facciamo che tenete un hotel”
“un hotel?”
“è un esempio dottò, facciamo che tenete un hotel e un amico vostro vi chiede di tenergli certa roba..”
“roba?”
“roba, avete capito…ecco, l’amico vostro, che è un amico vero, vi paga pure…e vi da sempre più roba e sempre più soldi, finchè non dovete riempire le stanze dell’albergo..”
“ma così non posso affittarle ai clienti!”
“ma a un amico non si possono mica rifiutare certi favori, capite?”
“uh, credo di si..”
“ecco…e ora immaginate di aver quasi riempito tutte le stanze e che manchi poco a dover usare la hall…clienti ormai nun ce ne stanno chiù, ma si tira avanti coi soldi dell’amico, quindi alla fine ve la passereste bene…”
“hmm”
“…qualche lamentela dai vicini, ma ci stavano pure prima coi clienti chiassosi…”
“e poi che succede?”
“succede che cominciano a girare i poliziotti davanti all’hotel, compare gente strana a fare domande…insomma, anche l’amico capisce che è il caso di sistemare la faccenda…voi che fareste?”
“non so…mi sbarazzerei della roba?”
“ehh, la fate facile dottò, non è che si può muovere tutta quella roba così…vi spiego cosa dovreste fare”
“dimmi”
“nel caso capitasse, s’intende”
“s’intende”
“allora, per prima cosa vi dovreste assicurare l’appoggio del capo della polizia”
“ma..”
“non mi fate dire cose al telefono, e poi le mie sono solo supposizioni, sono un povero cristo io, no?”
“si si, scusa”
“ecco, dicevo…per prima cosa vi dovreste mettere daccordo con..con chi comanda, che conviene avere qualche appoggio più in alto della polizia”
“perchè?”
“perchè più in alto si va e più è facile trovare qualcuno a cui interessi un affare…”
“capisco”
“ecco, poi dovreste cominciare a far sparire la roba dalle stanze più spaziose e belle, e in fretta. Prima si chiude la questione prima la gente smette di curiosare”
“e poi?”
“e poi si dichiara che si, c’era qualcosa che non andava, in quell’hotel girava un po’ di roba, ma all’insaputa dal proprietario…e comunque è stato ripulito e ora è pronto a accogliervi, venite numerosi! e questo lo dovreste far annunciare dagli agganci in alto, così ha più visibilità”
“ma si presterebbero?”
“eccome! chilla è gente sempre pronta a prendersi qualche merito…ad ogni modo in questa maniera si può tenere la roba e i clienti assieme, e tutti sono felici”
“si…ma scusa, mi sono perso…e la spazzatura?”
“eh, se volevate capire avevate già capito…vabbuò, ve lo dico chiaro: la munnezza ancora qua sta
“ma..”
“solo che abbiamo ripulito bene bene le vie principali”
“ma come mai nessuno se ne accorge?”
“fondali di cartapesta”
“cosa?”
“fondali di cartapesta, abbiamo messo qualche mucchio di spazzatura finta nelle vie principali come attrazione turistica, i turisti ne vanno matti, ci fanno pure le foto e si portano via i sacchetti”
“non capisco..”
“così se si imbattono in qualche mucchio vero nelle viuzze secondarie lo spacciano per falso”
“e l’odore?”
“lo sapete che fama abbiamo noi napoletani, se gli diciamo che abbiamo ricostruito l’odore della spazzatura per fare una cosa più realistica ci credono”
“Ciro..”
“Mi dica dottò”
“la vostra fama…ve la meritate tutta”
“grazie dottò”

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Dei deficienti si sono aggirati per San Felice

Sembra impossibile ma anche a San Felice ogni tanto passano i deficienti. Nella notte tra Giovedì 17/07  e Venerdì 18/07 dei buontemponi, per festeggiare il matrimonio dei propri amici, che si è tenuto Sabato 19/07, non hanno pensato niente di meglio che lasciare messaggini ebeti per le strade e le piazze del nostro comune.
San Felice […]

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Bimba picchiata a Roma …

Certamente l’avete sentito in TV, o alla radio, o letto su Internet.
Un tizio francese, con problemi psichiatrici … di 37 anni ha picchiato violentemente la piccola figlia di 4 anni di fronte all’altare della patria a Roma. La bimba ora è in ospedale e la sua vita è appesa a un filo.
Il sistema, è evidente, […]

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Eluana Englaro è il suo corpo

Il caso della Englaro (mi rifiuto di chiamarla per nome, e per fortuna Engly suona troppo male o l’avrebbero usato, manco fosse la cara amica di sempre o, peggio, il cagnolino) si presta a molteplici riflessioni, ma soprattutto richiede che qualcuno getti secchiate di realtà in faccia ai numerosi commentatori che, come sempre in queste occasioni, si buttano a pesce sull’argomento carichi dei propri interessi. Andiamo per gradi.

Per venire incontro alle necessità di molti tra voi non voglio escludere che da qualche parte noi si abbia un’anima (purtroppo non viene mai nelle foto, per rubare una battuta a Denis). Vi vengo ulteriormente incontro credendo a quella storia del Paradiso e dell’Inferno, pertanto: a patto che a voi freghi qualcosa del dove finisrà l’anima della Englaro, sicuramente non passerebbe per suicida, no? quindi sta decisamente per fare il salto di qualità, lasciatela andare.

Bene, sistemati i cattolici più ortodossi (e sinceri) andiamo avanti e cominciamo con le secchiate di realtà: la Englaro ha la corteccia cerebrale narcotizzata. Sapete cosa significa? vuol dire che praticamente non ha più un cervello. Se vi stupite del fatto che apra gli occhi, possa mangiare se assistita eccetera, sappiate che questo non è incompatibile con la perdita totale della coscienza. Totale e senza ritorno, a meno di miracoli divini (ma se non sbaglio nel menù c’è anche la resurrezioneche, ed è persino più scenografica), non ci potrà mai essere una cura, tranne forse la sostituzione cerebrale o un massiccio impiego di (ops!) cellule staminali (sto facendo fantascienza, sia chiaro). A che giova tenerla in vita? Non sta nemmeno vivendo, in realtà, semmai si sta godendo una non so quanto piacevole escursione nel regno vegetale (a proposito, lo dico in anticipo: io non ci tengo). O considerate vivere il ritrovarsi senza coscienza di sè, senza la capacità di riportare alla mente ricordi o elaborarne di nuovi e senza la possibilità di operare delle scelte riguardo al proprio agire? Perchè tutto questo sta “vivendo” Eluana Englaro, e in molti mi date l’impressione di non tenerne conto.

La prima riflessione che questo caso e i suoi commentatori mi impongono è che prima di decidere della vita o della sopravvivenza di qualcuno dovrei sempre conoscere a fondo la sua situazione, per rendermi conto di quello che sto per fare. Chi si prodiga per tenere in vita la Englaro (ho letto di manifestazioni di persone che portavano in giro bottigliette d’acqua) mi da l’impressione di non sapere davvero di starsi battendo per la sopravvivenza di un corpo, e non più di una persona. Un’altra considerazione prima di andare avanti: molti dicono “si, in un momento di debolezza uno decide che non vorrebbe vivere così…ma poi trovandosi in quella situazione…”, ma dicono una scemata, perchè in questa situazione non ci si trova, non si ha più coscienza, se va bene (si fa per dire) si riesce a percepire un po’ di dolore, sicuramente non ad elaborare pensieri e desideri.

E passiamo a fare qualche nome:

Cossiga e Schifani, non hanno niente di meglio da fare che rendersi ridicoli. Sollevare un conflitto di attribuzione se la Corte d’Appello, in mancanza di una legge specifica, interpreta la Costutuzione Italiana è un’azione difficilmente spiegabile, forse un segnale al Papa? ogni tanto questo governo, orfano di una vera e propria presenza cristiana, ha bisogno di far vedere a Benedetto XVI quanto sia cattolicissimo (il baciamano di Mr B, la norma per cui per indagare un prete si deve avvisare il suo vescovo ecc…). Probabilmente sapevano benissimo (perlomeno Schifani, Cossiga si era solo stufato dell’ombra in cui è finito da un po’, credo) di non approdare a nulla di concreto, ma non è che Benedetto sottilizzi troppo in fondo.

il Foglio ha riunito una serie di esperti di diritto penale per sostenere che 1)idratazione e alimentazione non dovrebbero essere considerati accanimento terapeutico, nel caso in cui il corpo sia in gradi di assimilarle sono infatti considerate parte del trattamento palliativo ai malati terminali, quindi 2)in questa maniera si rende lecita una specie di “eutanasia omissiva”, che non ha radici giuridiche, oltre tutto in base alla ricostruzione del consenso su basi indiziarie. In conclusione, dato inoltre che non sembra sia una condizione dolorosa per la paziente, perlomeno il principio di precauzione dovrebbe farla tenere in vita. Tutto questo è molto intelligente e denota grande competenza, ma ci dice solo che la legge è palesemente inadeguata a tutelare le vere vittime della situazione, ovvero familiari e amici della Englaro. Forse è il caso di ricordarsi che, anche dentro a un dibattito giurisprudenziale di alto livello, si sta sempre parlando di una persona in coma e della sua sfera affettiva.

Per quanto riguarda la Chiesa mi limito a riportare le parole di Bagnasco: “Togliere idratazione e nutrimento nel caso specifico è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno, come ne ha bisogno ognuno di noi”. Cosa resta da aggiungere? ah, già, vorrei chiedere a Bagnasco se la stessa cosa valeva nel caso di Karol Wojtyla.

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Riformisti coi baffi

“Le riforme ci vogliono, le riforme!”

Io non avevo voglia di discutere stamattina, con un esame da preparare e il caro vecchio sonno arretrato a pulsare dietro le tempie, ma guarda te se in fila alla macchinetta del caffè uno deve sentirsi i comizi.

“Perchè la gente si aspetta quelle, le abbiamo promesse e ora non ci possiamo tirare indietro solo perchè Berlusoconi si sistema un paio di processi, questa è una legislatura costituente!”
“Ma non si dovrebbero giudicare alla fine, le legislature?”

Boccaccia mia che non sa stare zitta.

“Come, prego?”
“Voglio dire, se non c’è l’opportunità di fare riforme serie forse è il caso di, chessò, preparare il terreno mentre si combatte per evitare che Lui sfasci tutto?”
“Questo è un discorso da disfattista, la Storia recente insegna come si possa dialogare anche con Berlusconi, non serve a niente demonizzarlo, se non a perdere”
“Guardi, lo so che quello furbo tra noi due è lei, ma la storia recente è la bicamerale e…”
“Appunto, il grande esperimento della bicamerale, finito male per quei quattro disfattisti come lei che non capivano la necessità di fare qualche concessione a Berlusconi”
“…”
“E poi mi scusi, ma cosa vuol dire riforme serie? c’è forse un riformismo giusto e un riformismo sbagliato? questo modo di pensare è antico, appartiene a un passato che disconosciamo”
“Si, vabbè, ma non è che si possono avvallare riforme che..”
“E poi si deve tenere conto della volontà degli italiani, che hanno scelto Berlusconi come interlocutore, lei vuole per caso delegittimare la volontà popolare?”
“Chi, io? no no, figurarsi, ma credo che il popolo abbia diritto a un’informazione migliore prima di..”
“Oh, questa storia dell’informazione, diciamoci la verità: se hanno votato Berlusconi è perchè sapevano benissimo a cosa andavano incontro, e sta a noi tenerne conto e agire di conseguenza”
“E il conflitto di interessi?”
“Quello è un falso problema, non a caso noi come Grande Partito Riformista non abbiamo mai fatto niente in proposito. Cos’è, non si fida di noi?”
“Beh..”
“Senta, lo vuole un consiglio? lei si rimetta a studiare e lasci fare a noi che facciamo questo lavoro da un sacco di tempo e sappiamo come si risolvono queste situazioni.”
“Sicuro?”
“Sicuro, sicuro, anzi guardi, le pago pure il caffè perchè mi sta simpatico, arrivederci!”
“Arrivederci, arrivederci…ma quand’è che se ne va per sempre?”
“Come, prego? non ho sentito..”
“Niente, niente, arrivederci e buona fortuna!”
“A lei”
Bah, almeno ci ho guadagnato un caffè, anche se il mal di testa è peggiorato. Lui e i suoi dannati baffetti, mi sa che per oggi lascio stare la politica e mi riposo un poco.

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Lode ai semplici

Io vorrei fare dei ringraziamenti ai leghisti. Davvero, ai leghisti. Sono un solido scoglio a cui aggrapparsi nell’infuriare della tempesta più cupa, o più prosaicamente una solida catena che ti ancora al terreno e ricordandoti che è li che vanno poggiati i piedi. E dire che ne ho dette parecchie contro di loro, cosa ci posso trovare di buono? ebbene, prendete le dichiarazioni odierne di Calderoli:

La mia proposta di sostituire, nel decreto sicurezza, la sospensione dei processi con la sospensione dei processi solo per le quattro più alte cariche dello Stato va in questa direzione: faccio quindi appello a Berlusconi e Veltroni, quali leader di maggioranza e opposizione, perché colgano questa mia proposta, figlia solo dal buon senso

Sono fatti così i leghisti, tu gli dai in mano un ministero inedito come quello della semplificazione legislativa e loro si inventano un know how che prima non esisteva, mettendoci sincero impegno. Se ci pensate è sublime: da una parte ci si incazza perchè Berlusconi vuole risolvere i suoi problemi invece di pensare a quelli dell’Italia senza preoccuparsi di causare danni irreparabili nel tentativo, dall’altra si risponde con strepiti indignati, negando che ci siano di mezzo gli interessi del Cavaliere e anzi prospettando scenari apocalittici di assalti togati al palazzo; Calderoli cosa fa? risponde come il più pratico e disincantato dei baristi, burbero e un po’ alticcio ma sempre pronto a frenare i voli pindarici degli avventori con un granitico (e un po’ ottuso) senso pratico.

“Ecco, tutti a dirmi che voglio sistemare gli affari miei sulla loro pelle! ma che sfacciati, toghe rosse! toghe rosse! ah, ma se pensano di sovvertire il voto degli italiani con questa…”
“Oh, abbassa il volume che io qui ho un bar da mandare avanti e se continui a fare chiasso qualcuno chiama i carabinieri…non puoi smetterla di trascinare tutti nei tuoi casini? e fatti una legge che blocca solo i tuoi processi, cosa ti costa? dai che tra mezzora chiudo e non abbiamo ancora sistemato i conti del mese”
“No! è importante per tutti gli italiani che vengano bloccati tutti quei processi che..che..”
“Dicevi?”
“Niente, spinamene un’altra e dimmi quanto ti devo”

Chiamare le cose col proprio nome, attività cui i berlusconiani sono storicamente poco avezzi e che forse porta loro qualche fastidio (basti pensare all’ormai patologica propensione alla bugia del Cavaliere).

Nel frattempo nemmeno Bossi si è negato un exploit da barista. Presente ad una festa della Lega (a proposito, io davvero ci vorrei andare a una festa della lega, per me ci si diverte un mondo se si è estimatori del trash) è andato dietro a Veltroni il quale al congresso socialista (stendiamo un velo pietoso sull’opportunità di andare a dare retta ai socialisti italiani) ha fatto la sparata: “questo governo non durerà 5 anni!”. Bossi, qui dovete immaginarlo col quarto grappino della serata in mano, ha subito replicato: “con ‘sto bordello che sta venendo fuori non duriamo no, Dio boia!” (non sono proprio le parole esatte, ma il senso è quello). Berlusconi può minimizzare quanto vuole (oggi ha detto che Bossi ogni tanto ama divertirsi), ma sembra sempre più evidente che la Lega in realtà lo tiene per le palle, il che non ho ancora capito se è un bene o un male.

Per me, se non si inventano in fretta qualcosa per spacciare il federalismo fiscale come fatto, il governo non dico crolla, ma passa perlomeno un brutto periodo. Ora che ci penso pure la proposta di Calderoli suona come un ultimatum: “facciamo che hai un anno di tempo per sistemare il federalismo fiscale, gli immigrati…insomma, le cose che servono a noi padani. Se ce la fai bene, si va avanti e ti sistemiamo i casini, sennò ciccia”. Non trovate? Sarà fantapolitica, ma a me i leghisti danno l’impressione di potere (e volere) essere letti come un libro aperto.

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Facciamoci male, facciamolo bene

Io oggi volevo parlare dei giovani che pare stiano assaltando il Pd, volevo scrivere qualcosa sulle varie fondazioni, associazioni, pensatoie (preferisco il femminile, pensatoi sembra una cosa seria mentre così fa tanto bovidi che placidamente s’approvvigionano alla stessa vascata di liquami commestibili) che proprio in questi giorni cercano un po’ di dare il proprio contributo un po’ di assicurarsi qualche bottone nella famosa stanza preposta. E invece ho dato un’occhiata all’articolo di Repubblica sulla conferenza di Veltroni a proposito del “buco” di Roma. Non l’avessi mai fatto.

Ora, già programmare la conferenza praticamente in contemporanea allo show di D’Alema è un po’ come dire “vabbè dai, non serve che venite a sentirmi, non me la prendo, davvero” e sicuramente non fa risaltare nemmeno sui media le tue parole. Ma metti che c’aveva solo sto buco, capiscilo, è uno occupato. E invece era proprio lui a non pensare che l’accusa del “principale esponente dello schieramento a noi avverso” di aver creato una voragine finanziaria fosse importante da smentire

“Veltroni aspetta tre giorni prima di rispondere a tono, cioè numero su numero, all’attacco di Berlusconi. “Avrei preferito – dice – far sgonfiare la cosa da sola, come sta accadendo con la certificazione della Ragioneria generale e di Standard and Poor’s, l’agenzia di certificazione dei bilanci…”

Difatti il bollettino della Ragioneria Generale (ammesso che esista) è la mia lettura abituale al mattino, e quelli della Standard and Poor’s hanno un grande risalto mediatico, in fondo posseggono tre televisioni. Ah no, è vero, quello è Berlusconi. Ma Veltroni è davvero convinto che basti professarsi bravi e onesti perchè la gente ci creda? io credevo fosse più questione di controbattere colpo su colpo e far rimangiare le sparate ai mistificatori. Veltroni no, lui crede nella fiducia della gente, fiducia che sinceramente non ricordo quando avrebbe guadagnato. Fatto sta che sono passati tre giorni e lui dice la sua quando ormai l’idea “Veltroni amministra male i conti” si è cristallizzata in buona parte dell’opinione pubblica, e hai voglia ora a metterla in discussione.

Ed è solo l’ennesima conferma di quella che se Veltroni fosse un giovincello chiamerei ingenuità, di cui l’altro esempio principe è il fiorire delle paracorrenti all’interno del Partito Democratico contro il quale non fa (o non può fare?) niente. Niente a parte affermare che “la leadership non è in discussione”, come se bastasse dire le parole magiche per sistemare la situazione (peraltro a questo punto potrebbe provare con abracadabra). Io non vorrei passare per il disfattista, ma se non si comincia a dare una forma a questo partito non si andrà da nessuna parte, e Veltroni non ha fatto ancora un passo in questa direzione. Oltre alle belle parole, s’intende.

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Ubuntu 8.04 sul Mac


L’altro giorno spinto dalla voglia di avere la nuova versione di Ubuntu, la 8.04, mi sono deciso a partizionare il Mac. E’ leggermente più complicato rispetto a un Pc, ma neanche tanto.
Ecco come fare:
Da Mac/Os usando l’assistente boot camp partizionate il disco come preferite. Il programma sarebbe per installare winzozz, ma non cambia quasi niente. Io ho dato al nuovo sistema operativo circa 30 giga lasciando a Leopard circa 120 giga.
Fatto questo inserite il cd di ubuntu e riavviate il computer. L’installazione partirà come in un qualsiasi computer. Completate i primi passi (come tastiera selezionate Italy, non Italy machintosh) finchè non arrivate al partizionamento. Selezionate modalità manuale, e tra le partizioni troverete quella delle dimesioni che avete creato con boot camp. Selezionatela e cliccate su edit partition. Definitela del tipo EXT3. Create anche una partizione del tipo SWAP, di almeno 256 mega, ricavandola dai “free space”. Fatto questo tornate sulla partizione precdente, selezionatela e cliccate su edit come prima, e montatela su “/”, che trovate nel secondo menu a tendina (sotto quello del tipo di partizione).
Ora salvate, lasciate che si creino le partizioni e proseguite l’installazione normalmente.
Quando si sarà installato Ubuntu potete riavviare il computer.
All’avvio tenendo premuto il tasto Alt potrete scegliere che sistema operativo far partire, se Mac/OS o quello salvato nel disco che purtroppo ha nome di default windows, dove però ci sarà Ubuntu.
Per far partire in automatico Mac/OS all’avvio, una volta che lo avete aperto cliccate su Mela in alto a sinistra, selezionate “preferenze di sistema”-“disco di avvio” e selzionate Mac/Os X

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