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Io non c’ero, e se c’ero prendevo il sole

Curiosità: lo sapevate che la dicitura “bianco caucasico” per quella che si riteneva essere anche la nostra razza deriva proprio dalla regione che comprende la Georgia? Blumenbach, l’inventore del nome, era convinto che i georgiani fossero i più belli tra tutti gli esseri umani della razza cui facevano parte (ovvero, secondo lui, i più belli in assoluto), pertanto usò il nome di quella regione per definirla. La classificazione blumenbachiana della specie umana in cinque razze si basava difatti su un’ipotetica decadenza estetica da quella caucasica verso modelli più degenerati. Sembra orribile vero? eppure, curiosamente, Blumenbach era a suo modo un uomo di pace, convinto dell’eguaglianza morale e mentale delle diverse razze.

Oggi siamo convinti, o perlomeno la comunità scientifica è abbastanza concorde (e io con lei), che non esistano razze umane, semmai popolazioni più o meno divise da pool genici distintivi. Eppure, popoli diversi continuano a odiarsi e farsi la guerra: forse non sanno di non essere poi così diversi? domanda stupida, come se importasse qualcosa. La guerra, tutte le guerre, hanno sempre una o più motivazioni economiche in fondo agli strati di ideologie sovrapposte, strati che tipicamente vengono gettati sopra i reali interessi a coprirne il lezzo e a rendere più appetibile il martirio. Per questo mi leggerete raramente parlare di guerra, perchè purtroppo non mastico così bene l’economia da risultare interessante. O, più probabilmente, non voglio scrivere interventi che sarebbero perlopiù ricopiati da fonti più autorevoli (il Manifesto ad esempio, o Leonardo e altri blog più bravi di questo). Una sola cosa ci tengo a precisare: ci sarà pure qualcuno convinto di combattere per il ritorno nel seno della Grande Madre Russia, o qualcun altro disposto a farlo per difendere l’orgoglio georgiano, ma quelle persone sono poco più che degli illusi che non sanno di combattere principalmente per un territorio strategico. O, perlomeno, non sanno che se venissero meno alcune circostanze (importanza di un territorio, povertà diffusa, necessità di far girare l’economia bellica) si ritroverebbero in quattro, a spararsi addosso.

Per questo sono intimamente convinto che tutto o la maggiorparte del lavoro da fare per far cessare ogni conflitto sulla faccia della terra sia l’attività diplomatica in primis, e la redistribuzione delle risorse subito dopo (ma subito! non dopo decenni). Capirete che una situazione come quella appena esplosa, e in preparazione da mesi, nel Caucaso mi riempie di apprensione: non solo la zona promette anche troppo male da tempo, ma l’inevitabile coinvolgimento della Russia sta tirando insidiosamente nel mezzo l’America, storicamente la testa più calda tra tutte le teste calde. Vi sembra irreale uno scenario bellico Russia vs America? un poco anche a me, ma l’idea mi fa rimbalzare in testa una vecchia frase: “La Storia è aperta e ha molta più fantasia di noi“. Al di là della fantageopolitica, comunque, la situazione resta tragica per numero di morti ed estensione del conflitto, e l’azione diplomatica per far innanzitutto cessare il fuoco è cruciale. Non so voi, ma io credo che ogni vita risparmiata sia una conquista, e se fossi il ministro degli esteri mi starei battendo come un leone.

Appunto, cosa fa il nostro ministro degli esteri? magari qualcuno di voi è convinto che sia stato in prima linea in questi giorni difficili, che abbia strappato il cessate il fuoco con la rabbia e l’orgoglio di fallaciana memoria. A onor del vero lui sostiene di aver contribuito, al famoso cessate il fuoco (che sembra preso poco sul serio da tutte le parti in causa), fatto sta che mentre Kouchner si sbatteva lui era non dico sul fronte, ma nemmeno alla Farnesina pronto a gestire la situazione. Voi direte “eh, magari c’aveva la zia che stava male, la nonna in fin di vita, l’esame di maturità il giorno dopo…” e invece no, stava alle Maldive. Secondo voi è tornato con la coda tra le gambe facendo a finta di niente? e invece no: Franco “MenteLimpida” Frattini sta ancora alle Maldive convinto di essere il più furbo, e gli altri ministri europei tornino pure a lavorare se non possono permettersi un teelfonino satellitare.

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Ottaviano Del Turco Superstar

“Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.” (Matteo 10,32)

Poi uno magari se la prende coi socialisti, ma a guardare bene tutti gli ultimi messia vengono da li. E se Craxi ormai è morto per mondarci dai nostri peccati pecuniari, Del Turco forse riusciamo a tenercelo ancora un po’ sperando in quache miracolo (l’Italia ne ha bisogno, no?).

Sarà per questo che in giro c’è tanta ansia di trovare il messia che nemmeno duemila anni fa a momenti (avete visto Brian di Nazareth?), perchè poi a non riconoscerlo si rischia l’inferno, e magari Dio è uno che ci tiene alle scadenze fighe (vabbè, i duemila sono passati da un po’, ma volendo il calendario lo si modifica poi).

E allora vai Del Turco! vinci, e con te vincerà l’Italia intera!

Hai rubato? hai messo le mani nel sistema sanitario per tornaconto finanziario fregandotene della salute dei cittadini? è pure un vizio di famiglia (politica)? anche fosse vero, a noi non importa. Ci servi pulito per pulire anche noi, per portarci una nuova era di speranza e felicità, e magari vedi pure se Dio mi può allungare i numeri dell’enalotto.

Anch’io voglio gridare che lo amo, l’ho sempre amato e credo in lui e nella sua innocenza, perchè ne va della mia anima! lasciate pure che i giudici facciano le loro sentenze, loro ce l’hanno sempre avuta coi messia, ma questa volta sulla croce ci finiranno loro! Cri…Cribbio!

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Non fate i bambini, tornate bambini

Le Olimpiadi di Beijing 2008 sono belle da vedere, ben organizzate e appassionanti, guardatele. Seriamente, la varietà di discipline presenti, l’insolita passione espressa dagli atleti e certi commentatori (come il mitico Cassani) fanno riconciliare con lo sport, quindi perchè perdersi uno spettacolo del genere? considerata la penuria televisiva (in Estate poi…), sarebbe un vero peccato.

Ah già, il boicottaggio, i diritti umani, il Tibet…(come dire: la borghesia, il proletariato, la lotta di classe, cazzo!) giusto, giusto. Peccato eh? però per i diritti umani si combatte, sennò è inutile che ci mettiamo a fare i pistolotti sulla democrazia. Però è un peccato davvero…ma aspettate, allora dobbiamo fare la stessa cosa verso gli altri paesi trasgressori dei diritti umani, no? Io non sono un appassionato delle serie tv americane, ma la terza serie di Heroes l’avrei vista volentieri…e noi Italiani? intanto vi voglio vedere a boicottare dall’interno, ma ad ogni modo mica scherziamo in quanto a discriminazioni sociali e religiose. Dite che “si vabbè però la Cina di più“? ma questa non era una questione di principio? le questioni di principio mica si pesano sulla bilancia, tali sono sempre e comunque, indipendentemente dalla “quantità”.

O credete che possa servire a qualcosa? Intendo, non vedere le olimpiadi, non mandare rappresentanti istituzionali, addirittura non mandare gli atleti? e invece non serve a nulla di nulla, tranne forse a mettere a posto, non so bene come, una specie di coscienza collettiva del paese. E io sono più per gli atti concreti, le questioni di immagine mi annoiano. Credete che ignorare il bambino cattivo di turno, fare quelli che “io con te non ci gioco”, possa servire a placare le sue malefatte? andiamo, non ha mai funzionato da bambini, figurarsi quando si tratta non di provocazioni infantili quanto di una maniera di portare avanti la prima o seconda Superpotenza mondiale.

Ma allora manifestare le proprie idee non serve a niente?

Ma certo che serve, sciocchini, ma solo quando può cambiare le cose, o perlomeno in una maniera tale da almeno provarci, a cambiare le cose. Per questo ha senso (tanto per fare un esempio un po’ datato) manifestare contro l’invio di contingenti italiani in Irak ma non ne ha il manifestare contro Saddam Hussein: nel primo caso si cerca di influenzare attivamente la politica di un governo che in teoria dovrebbe ascoltare il popolo sovrano (e che è comunque una democrazia, pertanto sensibile, si spera, al sentire della gente), nel secondo è solo una presa di posizione fine a sè stessa, tanto per mettere bene in chiaro a non si sa bene chi che si sta dalla parte dei buoni.

Volete sapere cosa si potrebbe fare di utile per sfruttare queste olimpiadi? Voialtri appassionati difensori dei diritti umani (mi ci dovrei infilare dentro, ma io tengo ancora troppo alla mia pelle, mentre voi parlate come se il martirio fosse una prospettiva allettante, dopotutto) prendete tutti un bel volo e andate a Pechino. Una volta li, visto che grazie alle olimpiadi la Cina ha qualche riflettore in più del solito puntato addosso e non può permettersi tutto quello che presumibilmente si permette di solito, tirate su una gigantesca manifestazione (cinesi scontenti ne trovate a palate, scommettete?), o qualche azione di boicottaggio seria, ma ai danni degli sfruttatori cinesi, non delle olimpiadi. E lasciate in pace chi vuole solo godersi un po’ di sport ad alti livelli, nell’unica occasione in cui sembra ancora una passione e non un mercato.

Anzi, facciamo così: mentre aspettate il giorno della partenza per Pechino, nelle pause tra una seduta di pianificazione e l’altra, seguitevi qualche gara. Ce n’è per tutti i gusti, e sicuramente qualcuno di questi sport lo avete pure praticato (e al massimo c’è sempre il calcio), cosa vi costa sedervi un paio d’ore sul divano tra amici e guardarvi qualche gara? Io oggi sono riuscito ad appassionarmi di tiro con l’arco, ed è tutto dire. Le olimpiadi tirano fuori (e per quanto mi riguarda è l’unico grande evento sportivo che ci riesce) il bambino che c’è in noi, quello per il quale lo sport è davvero solo un grande gioco e alla fine vincono tutti, anche chi non sale sul podio. Ai suoi occhi, già essere li a giocare è un privilegio da vivere con gioia.

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Ignazio, Ignazio…

Oltre ai delinquenti, agli stupratori, a chi fa furti e rapine, sono contrari alla presenza dei militari per garantire la sicurezza solo i post sessantottini
Quando qualcuno dice che questa è un’operazione di facciata o di propaganda dice una cosa poco seria. Questi uomini sono in carne ed ossa e non hanno alcuna intenzione di incutere […]

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Un cerotto

… per chiudergli la bocca.
Dopo il "rompicoglioni", da morto, a Marco Biagi (si proprio quello a cui hanno dedicato una legge che non ha molto delle teorie del Professore) ora il nostro Claudio ci ricasca e fa un’altra micidiale gaffe: La perdita della vita di due operai come effetto collaterale sopportabile per la costruzione di […]

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Prove di follia

Anche questa mattina, mezzo addormentato, ho fatto colazione con il sottofondo delle notizie di RaiNews24 trasmesse da Rai3. Nel dormiveglia mattutino mi è sembrato di sentire una notizia di quelle che ti sembrano assurde a tal punto che credi di esserti immaginato di sentirla: il Governo vuole utilizzare l’esercito per pattugliare le città. Mi è […]

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E’ finita!

Credo proprio che con il devastante congresso di Rifondazione e alla luce del risultato sia definitivamente morta ogni speranza di creare una vera forza di sinistra che miri a Governare questo Paese.
I Comunisti Italiani hanno confermato segretario Diliberto, Vendola dopo il congresso ha fatto un passo indietro rispetto a quanto affermato in precedenza. Sinistra Democratica […]

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Ryanair? No Grazie!

Perché volare ancora con Ryanair?
I prezzi non sono più competitivi, il servizio è pessimo, i disservizi costanti, gli aeroporti scomodi.
Il check.in è un’impresa e il tuo bagaglio viene controllato al grammo pur di spillarti qualche(??) euro. Se non sei stato più che attento, pagherai molto caro ogni chilogrammo in più che avrai messo in valigia.
A […]

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Che soddisfazione questo governo

Della genialità di Bossi ho già parlato in un precedente articolo. Quello che avevo sottovalutato (mi capita spesso) sono le conseguenze che certi atti italiani possono avere all’estero. Eppure avrei dovuto imparare la lezione. Vi ricordate il pandemonio nato con le magliette del Celtico Calderoli?
Ora il gesto di bossi fa bussines. La compagnia LowCost Ryanair […]

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E non contenti infierire

”Come sapete, avevo gia’ detto pubblicamente che non mi sarei avvalso della clausola che dava la possibilita’ alla magistratura di sospendere per un anno i processi anteriori al 2000”. Silvio Berlusconi parla di giustizia a margine di una conferenza stampa a palazzo Chigi dopo un incontro con il premier maltese. Il presidente del Consiglio ribadisce che non utilizzera’ le cosiddette norma salva-processi e non si sbilancia quando gli chiedono se si avvarra’ del lodo Alfano. (fonte Adnkronos)

L’Italia è una Repubblica fondata sullo sfottò, ma a un certo punto si esagera. In ordine di comparizione:

1) i processi fino al 2000 in cui Berlusconi è imputato sono tutti finiti da tempo (per prescrizione, assoluzione con formula dubitativa, amnistia ecc…), dato che tutti quelli attualmente pendenti sono cominciati dopo (forse Silvio si riferiva a quelli per reati precedenti al 2000?)
2) il Lodo Alfano lo proteggo egualmente, anzi meglio, da quei processi
3) Se anche il Lodo Alfano verrà cancellato dalla Consulta (cosa probabile, checchè ne dica Napolitano), Silvio si potrà facilmente rimangiare questa dichiarazione, essendo, per l’occasione in cui è stata fatta, vincolata al Lodo

Allora ci prende in giro?. A proposito, sul lodo alfano credo di non aver ancora preso posizione, bene, lo faccio ora.

Il lodo Alfano è una cagata pazzesca

facile, no? si, è abbastanza facile, troppo facile (ecco perchè non avevo ancora preso posizione, mi annoia). Come è troppo facile ricordare le balle che stanno raccontanto questi giorni sulle presunte immunità alle alte cariche degli altri Stati, per questo vi rimando all’intervento di Travaglio di questo lunedì (a proposito, devo appuntarmi di scrivere un pezzo su Travaglio uno di questi giorni) e salto a piè pari la questione. Della questione “morale” ho già parlato, tanto per spiegare per quale motivo a mio parere un immunità del genere è dannosa anzichè “civile” come la vogliono spacciare, riassumendo per i pigri (quel pezzo è decisamente anti-pigro) lasciare che chi vada al potere non venga controllato è dannatamente ingenuo, denota una fiducia nella capacità di “transustansazione” da parte del voto popolare difficilmente spiegabile altrimenti che con la stupidità. Ecco, andiamo pure avanti con l’ingenuità che sembra un tema più fecondo:

Napolitano: Grillo dice che sonnecchia, dimostrando quanto poco capisce (o è interessato a capire) le persone che prende di mira. Non credo che i suoi strali siano vilipendi, ma a volte (questo caso è emblematico) manca clamorosamente il bersaglio. Napolitano non sonnecchia affatto, è solo convinto che Berlusconi in fondo punti solo ai suoi processi e tolti di mezzo quelli sia disposto quantomeno a occuparsi della grossa crisi in cui l’Italia si barcamena. Non si rende conto che Berlusconi ha tutta l’intenzione di cavalcarla, la crisi.

La Lega: Qualche elettore scontento c’è già, qualche segnale di rottura interna mi è parso di coglierlo (ma devo fare qualche ricerca), i motivi per essere incazzati con il partito (da parte dei loro elettori dico) ci sono tutti: in questi mesi gli uomini in verde non hanno ancora portato “a casa” niente, eccetto qualche polverone sui rom (che purtroppo sono gli unici ad aver pagato l’alleanza Lega-Pdl). Il federalismo fiscale viene continuamente rimandato (credo si stiano inventando qualcosa che ci assomigli abbastanza da poter essere spacciato per tale), il ministero dell’istruzione è in mano a una berlusconiana, la sicurezza nelle strade peggiorerà nonostante i proclami (e qualcuno se ne sta accogendo), persino il contentino Alitalia galleggia sempre peggio (e non sembra davvero che qualcuno sia interessato a salvarla), nel frattempo Berlusconi fa quello che vuole con la giustizia italiana. E loro? navigano a vista, con qualche sparata ogni tanto per rassicurare l’elettorato, pur se avrebbero la forza politica per imporre praticamente qualsiasi cosa al Cavaliere, dal quale però, ingenuamente, credono di poter ancora ottenere qualcosa.

Il Pd: …no dai, oggi non mi va di infierire sul Partito Democratico, che sta pure risalendo un poco la china (un poco) dal dialogo all’opposizione seria. Ingenui si, ma la base ha ancora qualche occasione di essere ascoltata (vedremo al congresso).

E in tutto questo Berlusconi non solo fa i comodi suoi avvantaggiato dalla pochezza intellettuale di chi lo “affronta”, ma sfotte pure. Per me non è educato, diteglielo se lo vedete.

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demo[2.0]crazia

Il 4 ottobre sarò a Roma al DemCamp Esperimenti Democratici per parlare de "La Decrescita Felice come nuovo modello economico democratico". Un argomento tosto su cui dovrò preparami bene.
Questo sarà praticamente l’ultimo mio atto politico. Ero titubante se partecipare o meno, ma è un’ottima occasione per parlare di Decrescita Felice e non potevo perderla.
Il DemCamp […]

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Forse basta una scoreggia.

Credo che Umberto Bossi sia un Genio.
Lo dico veramente, non sto scherzando. E’ riuscito, in pochi anni, a fare cose che gli altri hanno impiegato oltre sessant’anni ad attuare.
La rete di potere che la Lega ha organizzato non ha eguali. Il controllo del potere è l’obbiettivo principale di ogni Partito, ma la Lega è riuscita […]

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Le stelle

Ieri sera torndando a casa dalla quotidiana passeggiata con Enrica e Pietro, ho alzato il naso all’insù sperando di vedere il cielo stellato. Invece niente. Le stelle non si vedevano.
Anche il Garda soffre di inquinamento luminoso.
Mi è capitato di trovare, di ritorno in aereo da Roma, una sera senza nuvole. L’italia dall’alto era tutto un […]

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Vertice G8 nel Garda Bresciano?

Quel poco sole di questo piovoso luglio ha dato alla testa a qualcuno.
Leggo da ADNKRONOS un lancio di agenzia dove si dice che la Comunità del Garda propone il Garda bresciano per la prossima seduta del G8 che si dovrà proprio tenere in Italia.
Questa brillante idea è venuta al Presidente Aventino Frau secondo quale da […]

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Ma sarà poi così morale, la questione?

“è come mettere Dracula presidente dell’Avis” (anonimo)

Se la chiamassimo “questione legale?” oppure “questione non si ruba”? quel morale là suona un po’ da anziano nonnino rintronato che bacchetta i suoi nipoti se tornano tardi, e a me fa tornare in mente più che altro condotte assolutamente personali che credo dovrebbero, quelle si, interessare poco agli elettori (preferenze e pratiche sessuali, assunzione di droghe legali, alcolismo fuori servizio ecc…). Con “questione morale” s’intende, solitamente, il pretendere che chi fa il politico sia più “pulito” dei propri elettori, e questo per una questione di principio: a governare devono essere i migliori tra di noi. Suona un po’ platonico, non trovate? Ecco, io invece preferisco Aristotele (e mi rendo conto di far parte di una fazione in questo, ma tantè, credo sia la fazione giusta).

Ve li ricordate Platone e Aristotele? per chi di voi abbia visto la celebre “Scuola di Atene” di Raffaello sono i due personaggi centrali, che non a caso occupano una posizione da protagonisti nell’affresco: da loro in avanti buona parte della storia culturale dell’occidente può essere iscritta senza troppi sforzi (anche se, ovviamente, si fa per semplificare) in una dialettica tra aristotelici e platonici. Prima che qualche collega mi accusi di uccidere la Filosofia (vedo già le vostre dita fremere) preciso che sto solo parlando di una questione di metodo, della maniera in cui si organizza la propria ricerca a prescindere dagli esiti (in quel caso dividere la storia del pensiero occidentale in queste due fazioni si rivela un po’ più pretenzioso). Ma torniamo ai nostri due capoccioni, cosa li rende così speciali? Dopotutto la storia della filosofia greca si articola quasi sempre in rivalità tra personaggi e scuole (cinici/cirenaici, Socrate/Gorgia, stoici/epicurei ecc…) eppure è la loro dicotomia a farsi sentire anche negli autori di epoche successive (e difatti saranno loro i due grandi Maestri del Medioevo).

Partiamo dal quadro e dall’osservazione più classica che viene fatta: quello a sinistra, Platone, indica il cielo mentre quello a destra, Aristotele, fa cenno di rimanere per terra. Ciò che poi si capisce leggendo questi due autori non è che uno si interessi delle cose celesti e l’altro delle cose terrene, ma che interessandosi entrambi delle stesse materie si dotano di strumenti diversi per risolvere i problemi che trovano sulla strada: l’uno (Platone) parte da concetti puri che poi applica al reale, deducendo il mondo migliore che l’uomo può realizzare partendo dai concetti puri migliori che riesce a trovare, l’altro (Aristotele) cataloga il reale per trovarne le regole già esistenti e una volta compresone il funzionamento cerca di delimitare lo spazio di azione umano migliore possibile. Per questo nella riflessione politica, in parole povere, Platone ne fa una questione di principio, e quindi nella sua Repubblica devono governare i migliori e i più saggi perchè sono i più adatti, mentre Aristotele si prende la briga di analizzare le forme di governo già esistenti e di comprenderne il funzionamento e le ragioni, oltre che la possibile deriva.

Torniamo alla “questione morale” e al perchè non mi piace questo nome (e i nomi sono importanti, perchè in una certa misura determinano il significato). Se la questione è: “perchè ci dovrebbe interessare la caratura morale dei nostri politici?” non so davvero cosa rispondere, e questo perchè la parola “morale” evoca in me temi che riguardano tutto tranne l’amministrazione pubblica. Semmai proprio il contrario, dato che morale è un termine che rimanda decisamente alla sfera privata. E della sfera privata degli altri, a me, cosa dovrebbe importare? niente, appunto, a me degli altri (affetti esclusi, s’intende) interessa solo la sfera pubblica (altrimenti si scade nel gossip, che è precisamente l’interessarsi della sfera pubblica altrui). Ragionando da aristotelico non riesco a vedere la questione di principio che ad alcuni sembra un macigno insormontabile, perchè sto ragionando su come si governa un Paese, e nei politici vedo solo dei funzionari, non delle persone. Facendo un salto ulteriore mi renderei conto che ciò che è essenziale è che chi comanda non sia una persona che userà il potere cedutogli dagli elettori (ebbene si, democrazia è anche cedere un bel po’ del nostro potere decisionale a dei rappresentanti) per compiere dei reati o coprire quelli che ha commesso (e assicurarsi l’impunità): non perchè sarebbe scorretto in linea di principio, bensì perchè ogni reato prevede una vittima, e decidendo che alcune vittime non possano essere tutelate io sto trasformando la democrazia in qualcosa d’altro. Oltre a ciò permetterei che alcune persone fossero avvantaggiate nella propria personale vicenda umana, potendo compiere reati preclusi alle altre persone, il che risulta ancora più incompatibile con la democrazia. Questo non vuol dire che non possa essere necessario talvolta assicurare a qualcuno un’impunità, ma sicuramente può esserlo solo in vista di un bene comune (e non del conto in banca di qualcuno).

Per questo io cambierei quel termine, perchè ciò che è imprescindibile è l’immacolatezza della sfera pubblica di chi mi rappresenta in politica, ovvero l’onestà non tanto per una questione di immagine (che potrebbe anche essere vista come parte della sfera privata, in alcuni casi) ma per evitare che acceda alle leve del potere chi è interessato a sfruttarle per i propri fraudolenti interessi personali. Non devo provare gratificazione nel sapere “pulito” chi mi rappresenta, devo invece sentirmi rassicurato da una cosa del genere, perchè non posso pretendere che il voto della maggioranza degli italiani trasformi chiunque in un disinteressato fautore del bene pubblico, nè che alle cariche politiche aspirino solo onesti idealisti intenzionati a salvare la Patria.

Facciamo “questione etica”?.

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